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  cicerosalute [ pro domo... sana ]
         




10 novembre 2007

Il Nemico...


Il nemico piange, si sveglia. Prepari il latte, i pannolini. Ti rendi conto che la tua vita è cambiata, che i tuoi ritmi sono diversi. Vorresti avere più tempo, per fare tutto. Più tempo per te, per stare assieme alla donna che ami. Più tempo per leggere, uscire, gustarti il sushi o un bel piatto di gamberonbi crudi di s. margherita senza avere il pensiero del nemico... che ora dorme da una delle nonne, ma dopo chissà... Il nemico che si sveglierà, che ti frega perchè la notte prima ha dormito e speri che l'evento si ripeta, diventi routine. Invece il nemico è furbo, sveglio. Ti tende trappole ed agguati, quando meno te l'aspetti. Poi ci sono le coliche, il raffreddore, il bagnetto e la spesa in farmacia, dove ormai ti stendono il tappeto rosso, chiamano la banda, ti mandano i fiori. Poi, accade l'imprevedibile.
D'improvviso, guardi il nemico negli occhi. E vedi i tuoi. Il nemico ti sorride, e ti sciogli. Di colpo, comprendi che ami il nemico alla follia. Stringi la sua manina, e sai che come tu hai stretto la sua il primo attimo della sua vita, lui stringerà la tua nell'ultimo istante. Lo ami, ed un pò lo invidi. Vorresti essere tu un libro bianco, "stendere gli occhi come carta assorbente sul mondo" come canta Guccini. Poi, capisci che è giusto e bello così. Ed il nemico diventa la tua immortalità, la tua luce infinita, la cosa più bella del mondo. In fondo, nella vita ho nemici peggiori...

Marvin Menini






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7 novembre 2007

Ru486 - La pillola abortiva - Giovanna bucci

La pillola Mifegyne o Ru486 (mifepristone e misoprotol) è il cosiddetto "aborto medicale" e potrebbe essere disponibile anche in Italia, dal 2008.

Già in uso in Francia e negli Usa dal 2000, Myfegyne è oggi autorizzata nell'UE ad eccezione di Italia, Portogallo e Irlanda. In Italia la sperimentazione ospedaliera è partita nel 2005 durante al quale oltre 1.500 donne hanno utilizzato la Ru486 in sei regioni. In Norvegia, dove il farmaco per uso sperimentale è arrivato nel 1998, si è appena concluso uno studio su un campione di donne che hanno abortito in tutti i casi entro le prime sette settimane, senza ricovero ospedaliero e con l'assistenza solo del medico di famiglia, risultando soddisfacente sia in efficacia sia in sicurezza.
 
Consideriamo anche un altro aspetto, quello meno scientifico e più "personale". Questa pillola consente alle donne un aborto psicologicamente meno traumatico: la somministrazione non è ospedaliera ma casalinga e con solo un bicchiere d' acqua ci si può anche dimenticare del senso del gesto e dello stress psicologico che precede un intervento chirurgico di questo tipo.

Tuttavia, sulla sua sicurezza sono stati sollevati importanti dubbi.
A parte il rischio di infezione da Clostridium sordellii rappresentato, tuttavia, da una percentuale molto vicina a quella degli aborti chirurgici, la paziente non può sapere quando né dove il feto sarà espulso, se a casa, in ufficio o altrove, e se nei primi giorni o più tardi. Nel manuale della National Abortion Federation, accanto alle controindicazioni mediche ci sono quelle logistiche: l'uso della Ru486 è sconsigliato a chi non abbia un telefono, un mezzo di trasporto, o viva a più di due ore di distanza da un pronto soccorso. E' infatti previsto il rischio di forte emorragia, che può diventare fatale in una situazione di isolamento. Inoltre non sembra che l' aborto farmacologico sia fisicamente meno doloroso di quello chirurgico e presenta effetti collaterali come crampi addominali violenti, nausee, mal di testa, e va per tanto accompagnata da antidolorifici.

Se vogliamo, tuttavia, avere un quadro più ampio si deve considerare anche il suo rischio sociologico: la possibilità di abusi nei confronti delle donne dei paesi terzi. L'utilizzo dell'aborto chimico assume, fuori dal contesto occidentale, significati a dir poco ambigui. I piani di controllo demografico attraverso campagne di sterilizzazioni e aborti forzati sono gestiti spesso da governi autoritari e poco preoccupati della tutela della salute delle donne. Questo aggiunge peso alla controversia sulla sicurezza del farmaco se consideriamo che persino il governo cinese è tornato sui suoi passi, restringendo la disponibilità e l' utilizzo della Mifegyne (era venduta liberamente in farmacia) alle strutture ospedaliere.

Giovanna Bucci




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30 settembre 2007

I numeri della ricerca - Giovanna Bucci

No, non sto dando i numeri. Non ancora, almeno.

12.337 sono gli euro lordi del salario d’ingresso di un ricercatore in Italia, vale a dire di un giovane con 0-4 anni di esperienza che usufruisce di una borsa di dottorato o post-doc. Poi, spesso, i quattro anni diventano pure sette o otto, con borse o contratti che affogano nel precariato più cupo.

E adesso diamo i numeri degli altri: un “neo-ricercatore” guadagna (sempre al lordo) 51.399 euro in Norvegia, 42.528 in Danimarca, 39.599 in Svizzera. Ma anche se abbandoniamo questi paradisi e ci confrontiamo con paesi più vicini a noi sono sempre: Austria, 35.836 euro; Francia 28.191; Gran Bretagna, 24.607; Germania 24.515. Ci supera anche la Spagna (dove però il potere d’acquisto degli stipendi è un tantino più alto…), con 13.988 euro all’anno. E ce la battiamo con Grecia (12.112), Lituania (10.478) e Repubblica Ceca (9.881).

"Invincibili sono quelli che non si lasciano abbattere, scoraggiare, ricacciare indietro da nessuna sconfitta, e dopo ogni batosta sono pronti a risorgere e a battersi di nuovo. Chisciotte che si tira su dai colpi e dalla polvere, pronto alla prossima avventura, è invincibile." (Erri De Luca)

Giovanna Bucci




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